Centenario Casa di Cura

Morciano in festa per i cento anni della Casa di Cura Montanari

22 settembre 2013

Articolo selezionato dal sito www.riminitoday.it
 

Sabato pomeriggio a Morciano oltre 500 persone hanno partecipato alla cerimonia di festeggiamento del centenario della Casa di Cura ‘Montanari’, fondata esattamente il 1° agosto del 1913 dal giovane chirurgo bolognese Ernesto Montanari. Da allora l’ospedale, che rimase per anni il primo presidio medico di Morciano, divenne un punto di riferimento per l’intera Valconca ed oggi Ospedale di prossimità della vallata. Un’intera strada, via Giuseppe Montanari è stata bloccata al traffico per allestire il palco e per accogliere la lunga platea.
Tra gli ospiti tutti i sindaci della Valconca con Gonfalone, i sindaci dei comuni limitrofi tra cui quelli marchigiani i cui cittadini da sempre utilizzano i servizi offerti dalla casa di cura morcianese, il presidente della provincia, Stefano Vitali, il vicepresidente della commissione alla Sanità dell’Emilia Romagna, Roberto Piva, il direttore del Presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, Romeo Giannei, il Vescovo di Rimini, Mons. Francesco Lambiasi  e poi ancora tante autorità civili e militari.
Il ‘compleanno’ della Casa di Cura è stata, su volere della direzione ospedaliera Dott. Luca Montanari, Dott.sa Marina e Dott.sa Lia Montanari, è stata una festa di tutti i morcianesi. Dopo il momento istituzionale pomeridiano, in serata al Palafiera di Morciano si è tenuto un buffet offerto a 1.000 persone e lo spettacolo del Coro Città di Morciano diretto dal M° Oreste Pecci e della Banda comunale diretta dal M° Stefano Marzi.  Le esibizioni sono state alternate da sketch comici della Compagni teatrale’ Noi ci proviamo’.
A Luca, Marina e Lia Montanari il sindaco di Morciano ha consegnato il ‘Mercurio d’oro’ la più alta onorificenza morcianese consegnata a coloro che distinguendosi per meriti e competenze contribuiscono a valorizzare la città. La cerimonia è stata aperta dalle lucide memorie della centenaria Maria Conti, che ha conosciuto l’intero evolversi della Casa di Cura e dei suoi responsabili, dai dottori Ernesto Montanari a Pippo e Giorgio, sino alla attuale terza generazione. Lei alle cure della clinica morcianese deve la vita grazie alla provvidenziale operazione di appendicite a cui si sottopose in giovane età, a cui poi seguirono altri due interventi a distanza di decadi l’uno dall’altro.
La Casa di Cura offre lavoro ad un centinaio di dipendenti ai quali si aggiungono altre 100 persone con rapporto libero professionale e l’indotto di operatrici per la pulizia degli ambienti e lavanderia. Lo scorso anno sono stati registrati 193.000 prestazioni ambulatoriali, 3.253 ricoveri, eseguiti oltre 2.600 interventi chirurgici e 430 interventi ambulatoriali maggiori nelle varie branche autorizzate, chirurgia generale, ortopedia, urologia ed oculistica su pazienti provenienti da tutte le regioni d’Italia. Va poi ricordato che nell’ultimo decennio questa struttura ha investito oltre 6milioni di euro.
Investimenti che anche quest’anno puntualmente sono arrivati, ne è un esempio l’avvio dei lavori per la realizzazione di ulteriori 20 nuovi posti letto, che vanno ad aggiungersi ai già 60 presenti. Si tratta di solo posti autorizzati e non convenzionati. Il tutto per adeguarsi in tempi rapidi alle manovre della spending review proposte dallo scorso Governo, ma ancora non attuate. Sempre in tema di numeri durante gli Open days organizzati in occasione del centenario, per avvicinare ancora di più la Casa di Cura ai pazienti sono state offerte prestazioni mediche specialistiche interamente gratuite.
Si è iniziato lo scorso febbraio con due giorni dedicati al servizio di fisioterapia fornendo consulenza gratuita a tutti i pazienti richiedenti. In occasione della Giornata mondiale della tiroide sono state offerte 92 visite ecografiche per la patologia della tiroide. Sono stati sottoposti a densitometria ossea 66 pazienti per la prevenzione e controllo sull’osteoporosi. Sono in previsti nei prossimi mesi screening di laboratorio sul diabete e sulle dislipidemie e visite uro-andrologiche all’interno delle scuole medie superiori.
Investimenti, cure, ma anche attenzione all’accoglienza con il nuovo progetto di allestimento grafico sulla sala d’attesa della TAC e risonanza magnetica realizzato in collaborazione con gli insegnati e gli studenti del Liceo Artistico Volta-Fellini di Riccione. Una collaborazione curata dalla professoressa Ileana Belluzzi.  Il progetto è stato intitolato ‘La Ricerca dell’equilibrio: io volo’ basato sull’equilibrio psicofisico ed è stato seguito dai docenti di grafica, discipline artistiche e disegno geometrico coinvolgendo le classi 3C 4B e 2E.
Sulle pareti delle scale di accesso agli ambulatori, invece, sono stati appesi dei Mandala,  panelli circolari formati da quadrati concentrici che riflettono la configurazione dell’Universo, uno dei simboli più potenti del genere umano. È considerata una mappa per la meditazione capace di condurre alla centratura dell’essere e alla guarigione spirituale.
E’ stato poi deciso di ‘rinfrescare’ anche il logo della casa di cura, il precedente risaliva al 2005. Il nuovo logo è stato realizzato dal grafico Davide Fraternali, l’idea che trasmette è quella di stabilità e solidità ed è ben visibile la lettera M di Montanari, un richiamo alle radici e alle origini. Il logo è stato scelto consultando i pareri dei dipendenti in una ottica di condivisione.
Entro fine anno uscirà inoltre il libro scritto da Lia Montanari che intreccia la storia della Casa di Cura con  Morciano,  un elaborato che riprende quanto avviato da nonno Ernesto che scrisse i primi 45 anni di storia della clinica, appunti che non vennero mai pubblicati. Scritti inediti che oggi sono di valore storico/sociale perché narrano di uno spaccato di vita di circa 100 anni fa. Sono state realizzate anche 4 cartoline di Morciano raffiguranti la Casa di Cura e la sua evoluzione dal 1913 al ’59 ’67 e 2005.
“Questa clinica all’avanguardia offre prestazioni d’eccellenza a cui si sottopongono pazienti da ogni dove – ha affermato il sindaco Claudio Battazza -. Rappresenta quindi, senza dubbio un fiore all’occhiello per Morciano, per la Valconca e per la provincia di Rimini, specialmente in un momento di crisi e di difficoltà anche del settore medico sia privato che pubblico”.
“Da sempre la direzione ospedaliera si è distinta per l’umanità e lo stretto rapporto con il territorio e con le persone che lo abitano – ha dichiarato Romeo Giannei, direttore del Presidio ospedaliero di Riccione e Rimini –. La Casa di Cura ha sempre raggiunto con determinazione e serenità gli obiettivi posti ed è esempio di come la qualità del servizio privato possa innestarsi con quello pubblico”.
Roberto Piva e Stefano Vitali, parlando della futura razionalizzazione delle strutture sanitarie regionali e locali hanno sottolineato la bontà e la solidità del servizio offerto da un secolo dall’ospedale civile morcianese. “Questa ricorrenza – ha detto Mons, Francesco Lambiasi - è un piccolo miracolo frutto dall’operosità degli uomini e cresciuto da una comunità, Auguri alla Casa di Cura. Questa struttura e le famiglie che la  guidano incarnano i valori della medicina, meritocrazia e misericordia. Auguri Casa di Cura” .


 

Casa di cura Montanari, cent'anni in corsia

Articolo selezionato da www.inmagazine.it

28 gennaio 2014

Da qualche anno in clinica lavorano anche Elisa, biologa, e Lucia, tecnico di radiologia, e con loro due i Montanari sono già alla quarta generazione. Altri pronipoti di Ernesto stanno studiando medicina, pronti a rinfoltire la schiera dei Montanari in corsia. Chissà se il fondatore Ernesto avrebbe mai immaginato, in quell’agosto del 1913, che la sua casa di cura aperta nel cuore di Morciano cent’anni dopo sarebbe diventata un grande ospedale privato da fare invidia a quelli pubblici.

Una saga lunga e gloriosa, quella della clinica Montanari, che dopo aver festeggiato il primo secolo di vita ora ha anche ricevuto il prestigioso premio Made in Rimini, assegnato ogni anno dalla Provincia alle migliori imprese del territorio. “Poche sono le realtà private, in campo sanitario, che riescono a raggiungere i livelli di eccellenza e a mantenersi economicamente autonome come la casa di cura Montanari – spiega il presidente della Provincia Stefano Vitali -. Ci è sembrato giusto riconoscere il grande valore di questa realtà, che ha celebrato proprio quest’anno il centenario”.

Un bel traguardo per la clinica di Morciano, fondata nel 1913 dal chirurgo Ernesto Montanari, rimasto alla guida della struttura per quattro decenni. Scrisse lui stesso, molti anni dopo l’apertura della casa di cura, a proposito della sua ‘creatura’: “Lo scopo che mi prefiggevo era quello di far funzionare nella sede più adatta e più comoda un istituto di cura chirurgica, venendo incontro ai bisogno di una popolazione di 20mila abitanti di un vasto territorio (come la Valconca) nel quale non esisteva alcun ospedale”. La Montanari è diventata a tutti gli effetti il vero ospedale della Valconca, grazie anche alle convenzioni attivate con l’Ausl per alcune attività ambulatoriali, diagnostiche e chirurgiche.

I numeri della clinica lo confermano. Lo scorso anno la casa di cura Montanari ha effettuato ben 193.000 prestazioni ambulatoriali, 3.253 ricoveri, oltre 2.600 interventi chirurgici e 430 interventi ambulatoriali tra chirurgia generale, ortopedia, urologia ed oculistica. I pazienti della clinica non sono solo riminesi. L’alto livello di specializzazione raggiunto nella chirurgia ha portato negli anni a Morciano malati da tutta Italia, tanto che la clinica sta pensando di ampliarsi. “Abbiamo attualmente 60 posti letto autorizzati, ma abbiamo già fatto richiesta all’Ausl e alla Regione per poter arrivare a 80”, racconta la dottoressa Lia Montanari, terza generazione della dinastia. Tutti medici, in famiglia: Giorgio e Giuseppe ‘Pippo’ Montanari hanno continuato la tradizione del padre Ernesto, proseguita poi da Luca (figlio di Giorgio), Lia e Marina (le figlie di Giuseppe). Nella clinica lavorano da un po’ anche Elisa e Lucia, entrate a far parte del vasto personale dell’istituto di cura. La clinica vanta oggi un centinaio di dipendenti tra dottori, infermieri, amministrativi e addetti vari. È un’azienda solida, la Montanari di Morciano, anche nei conti. La casa di cura ha chiuso il 2012 con un fatturato che ha abbondantemente superato i 10 milioni di euro. Niente male, per un ospedale privato che ha costruito la sua fortuna con il bisturi, diventando uno dei centri all’avanguardia in Romagna per gli interventi chirurgici, specialmente quelli in campo ortopedico. È una storia che merita di essere raccontata, quella della casa di cura Montanari. Infatti Lia ha intenzione, da tempo, di scrivere un libro. Lo farà raccogliendo le tante foto storiche della clinica, dal 1913 agli anni della seconda guerra mondiale (quando fu utilizzata come ospedale civile) fino ai tempi recenti. In quel libro finiranno anche molti degli appunti e delle riflessioni di Ernesto Montanari, moderno Ippocrate che ha elevato a ragione di vita la sua professione di chirurgo.

(Manuel Spadazzi)

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